Informazioni su Spaziani Donatella

Artist

A-RENA DI ANACAPRI

L’ A-rena di Anacapri è un’avventura nata a Parigi, all’ Espace d’art contemporain HEC, quando Mario e Dora Pieroni di RAM radioartemobile, assieme ad Anne-Valérie Delval, hanno radunato artisti, critici e imprenditori attorno ad un tavolo per riflettere sulle possibilità di dialogo tra arte e aziende. Da anni gli incontri D/A/C (Denominazione Artistica Condivisa), propongono l’idea che si debba costruire una rete di relazioni, trovare forme alternative per un’apertura al mondo imprenditoriale che spesso chiede di essere sorpreso nelle dinamiche produttive, nelle logiche di mercato, nell’azzardo delle associazioni.
Oggi, dopo quell’incontro, sei artisti allestiscono uno spazio comune con opere che sono nate da commistioni con il mondo dell’industria. Sono lavori che tentano uno “slittamento” rispetto alle pratiche correnti, per aggirare un modello artistico sempre più monolitico, un sistema dell’arte contemporanea che tende ad uniformare modalità di produzione e di ricezione. L’incontro con l’industria allora non è solo “utile”, ma “essenziale” – per gli artisti come per gli imprenditori – perché offre uno spazio di ricerca miracolosamente gratuito, dove poter perdere il filo tra soggetto e prodotto e ripensare l’arte come semplice relazione, sistema, gioco.
È questa l’inclinazione che attraversa i lavori in mostra. Da primo Fabrice Hyber che con i suoi POF ( Prototypes d’Objets en Fonctionnement) reinventa forme e funzioni degli oggetti quotidiani. Hyber aveva fondato anche una società, la UR (Unlimited Responsibility), per produrre le sue opere e quelle di altri artisti, ma soprattutto per portare l’arte nell’universo del consumo, demistificandolo con la forza della sua ironia: “i POF sono delle aperture -spiega – delle possibilità”, è questa la responsabilità illimitata che l’artista si assume e che gli permette una funzione vitale nella società.
In questa direzione, Donatella Spaziani intende la produzione industriale e artigianale come uno spazio estetico, un processo dove innestare il proprio intervento, non per “adornare” o “abbellire”, ma per modificare finalità e risultati della fabbricazione, segnando una presenza esistenziale che vive nell’oggetto prodotto: così il suo corpo diventa misura, sagoma che appare nello spazio domestico, sui parati e le piastrelle e, allo stesso modo, costituisce la forma che modella le sedute e i materassi che progetta. Athina Ioannou considera invece l’artista stesso come un’impresa, il suo lavoro pittorico parte dalla progettazione di un elemento, in questo caso un tavolo, che in seguito si estende e polarizza lo spazio, lo investe attraverso un ritmo in moduli di luce e colori. Antonello Curcio usa la tecnica industriale per creare citazioni pittoriche che trasferisce su tovaglie di toile de Jouy mentre Florent Lamouroux si interessa ai simboli della fabbrica: i sui lavori sono una “produzione supplementare dell’industria”, dove i gesti, le divise, e gli oggetti diventano icone con le quali l’artista si misura. Da ultimo, Benjamin Sabatier crea sistemi predefiniti che invitano il pubblico a produrre l’opera secondo delle istruzioni date. La sua ricerca cita esperienze che hanno segnato i rapporti tra l’industria e gli artisti e che oggi possiamo rileggere con piena consapevolezza.

Cosa c’entra Capri in tutto questo? Molto, se si pensa al suo ruolo di “porto franco”, di vetrina internazionale dove da millenni si inscenano gli sfarzi del potere. A Capri questi oggetti, lontani dalle fabbriche e dai musei, trovano la loro verifica tra gli echi neoclassici del giardino di Federico Guiscardo, una piccola arena dove misurare l’ironia di altalene e fontane, maschere, tavoli e pavimenti, in uno dei luoghi più ludici della storia.

Giuliano Sergio

HEC-PARIS

Lista Partecipanti DAC 15°:

Jean-Yves Bobe, Ministero della Cultura responsabile delle relazioni Arte/Imprese
Valérie Bobo, imprenditore
Roberto Crivellini, imprenditore
Samson Davis, Ministero della Cultura
Jean-Baptiste Decavèle, artista
Anne-Valérie Delval, HEC – dipartimento arte contemporanea
Clément Dirié, giornalista e critico d’arte
Julien Eymeri, imprenditore
Federico Guiscardo, spazio espositivo a Anacapri
Fabrice Hyber, artista
Athina Ioannou, artista
Florent Lamouroux, artista
Bernadette Legrenzi, Consiglio Generale degli Yvelines a capo del programma Arte/Impresa
Esclarmonde Monteil, Direttrice del Museo de la Toile di Jouy
Isabelle de Maison Rouge, moderatrice
Mario Pieroni, RAM radioartemobile
Benjamin Sabatier, artista
Giuliano Sergio, Curatore Anacapri
Giuliana Setari, Presidente Dena Foundation for Contemporary Art
Donatella Spaziani, artista
Dora Stiefelmeier, RAM radioartemobile
Piero Tomassoni, Economy ART/Managemnt
Laura Vedel, Consiglio Generale degli Yvelines a capo del programma Arte/impresa

NUOVE ALLEANZE


artists VS entrepreneurs

Il 23 giugno alle ore 18.00 ad Alghero, presso la Fondazione META, si apre il ventesimo incontro D/A/C in cui artisti, ricercatori e imprenditori si confronteranno sul rapporto fra arte, scienza, formazione e innovazione sociale e, più in generale, sul tema dello sviluppo territoriale su base culturale.
Partecipano:
Francesca Arras (Tamalacà); Stefano Cucca (Rumundu Social Innovation School); Domenico D’Orsogna (Università di Sassari / Decamaster); Massimo Faiferri (Università di Sassari / Dadu); Elda Felluga (Livio Felluga / Vigne Museum); Fabrice Hyber (artista); Franco Carta (Fondazione Banco di Sardegna); Antonio Solinas (Abinsula); Donatella Spaziani (artista); Dora Stiefelmeier (RAM radioartemobile / Fondazione No Man’s Land) Modera: Giovanna Felluga (D/A/C, AtemporaryStudio).
L’incontro di Alghero é organizzato in collaborazione con “Nuove Alleanze” – un programma di incontri interdisciplinari del Decamaster /Master in Diritto ed Economia per la Cultura e l’Arte dell’Università di Sassari – e nell’ambito del progetto SENTIERI CONTEMPORANEI, palinsesto itinerante di dialogo ed interazione tra arte, scienza e formazione promosso da Fondazione di Sardegna, Decamaster/Uniss e Zerynthia, Associazione per l’Arte Contemporanea ODV, in
collaborazione con la Fondazione META di Alghero, Associazione Time in Jazz e Rumundu Social Innovation School.